Onorevoli Colleghi! - In data 4 luglio 2007 il Consiglio superiore della magistratura ha denunciato lo svolgimento, da parte del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI), di «un'attività estranea ai compiti dei Servizi fatta per intimidire e far perdere credibilità ai magistrati».
Lo scopo, sempre secondo la denuncia del CSM, sarebbe stato quello di intralciare le indagini dei magistrati inquirenti, screditandoli anche attraverso mezzi di informazione.
L'iniziativa del CSM non ha precedenti nella storia repubblicana, così come non ha precedenti il tono apodittico della sua denuncia, sia nei fatti denunciati, sia negli scopi perseguiti dal SISMI, mentre alcune procure della Repubblica hanno ancora in corso un'approfondita attività inquirente.
Tutto ciò, accompagnato all'autorevolezza dell'organo denunciante, il cui Presidente, peraltro, è il Capo dello Stato, non può non avere un'immediata risposta dal Parlamento, con la costituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta che nello spazio di dodici mesi sappia fare emergere ogni attività illecita compiuta da uno o più appartenenti al servizio segreto militare.